Analisi del leading case Maxwell [1978][1]
Dolo di concorso e “concorso anomalo”, tra diritto penale inglese ed italiano.
Profili sintetici di teoria generale del reato e della pena
di Gabriele Civello

Infine, non può non affrontarsi, seppure tangenzialmente e sinteticamente, il problema della compatibilità tra art. 116 c.p. con il principio generale di eguaglianza: è risaputo, infatti, che l’art. 3 Cost., oltre ad imporre l’adozione di trattamenti uguali in presenza di uguali presupposti e condizioni, stabilisce a contrariis il dovere di trattare in maniera diseguale situazioni concretamente diseguali. Orbene, irrogare la medesima pena a due soggetti, dei quali l’uno versi in dolo, l’altro in colpa in relazione al medesimo fatto di reato, significa stravolgere ogni corrispondenza retributiva tra colpevolezza e quantum di pena, con conseguente grave lesione del summenzionato principio di eguaglianza[57].

——————————————————————————–

[1] D.P.P. for Northern Ireland v. Maxwell [1978] 3 All E.R. 1140. Nell’illustrazione del leading case, si seguirà quanto illustrato nel testo S. VINCIGUERRA, Diritto penale inglese comparato. I principi, Padova, 2002.

[2] Ulteriore genus criminoso, accanto a felonies e misdemeanours, è costituito dai treasons, reati di lesa maestà ed alto tradimento.

[3] Durante la stesura del progetto di codice del 1985, il Law Commission Working Party propose di sostituire le espressioni counselling and procuring, ritenute superate, con inciting, e aiding and abetting con helping.

[4] Peraltro, anche in materia di summary offences (ossia quei reati per i quali sono competenti le Magistrates’ Courts, composte da giudici di pace che giudicano senza giuria), l’art. 35 Magistrates’ Cours Act 1952 (oggi art. 44 Magistrates’ Cours Act 1980) estende il principio stabilito dall’art. 8 Accessories and Abettors Act.

[5] Si tratta di quei reati per i quali è competente in primo grado la Crown Court, che giudica con la giuria; per le summary offences, di competenza delle Magistrates’ Courts, continua ad operare l’art. 44 Magistrates’ Cours Act 1980: cfr. nota n. 4, supra.

[6] L’art. 4 Criminal Law Act 1967 punisce “chiunque, qualora un soggetto abbia commesso una arrestable offense [ossia un reato punito con pena detentiva superiore a cinque anni, per il quale chiunque può procedere all’arresto: n.d.r.], sapendolo o credendolo responsabile di questo o di un altro reato, compie [fuori dei casi di concorso nel reato: n.d.r.] senza alcuna autorizzazione di legge o giustificazione un qualsiasi atto rivolto ad impedire la cattura o il perseguimento del colpevole”.

[7] Nel caso Callow v. Tillstone [1900] 83 LT 411, per esempio, a richiesta di un macellaio, un sanitario aveva esaminato della carne destinata al consumo, ma lo aveva fatto negligentemente (ossia non rendendosi conto che la carne era adulterata), sì che il macellaio aveva confidato nella certificazione rilasciatagli ed era stato successivamente condannato per esposizione di carne adulterata per la vendita (reato di strict liability); tuttavia, il veterinario fu assolto dall’accusa di partecipazione in questo reato, in quanto non si era reso conto che la carne era adulterata.

[8] Cfr., tuttavia, l’antico caso Saunders and Archer [1576] 2 Plowden 473, in cui il concorrente nel reato di omicidio fu assolto in relazione al differente omicidio, commesso dall’autore materiale del delitto, nei confronti di una persona diversa da quella individuata in sede di pactum sceleris.

[9] Bainbridge [1960] 1 Q.B. 129.

[10] Baldessare [1930] 22 Cr. App. R 70.

[11] Lovesey and Peterson [1970] 1 Q.B. 352. Nello stesso senso, Dunbar [1988] CLR 693.

[12] Hyde and others [1990] 3 All. E.R. 892.

[13] Davies v. D.P.P. [1954] A.C. 378.

[14] Chan Wing-Siu [1985] A.C. 168, P.C.; conformi, Hui Chi-Ming [1992] CLR 446; Wan and Chan [1995] CLR 296.

[15] English [1997] 4 All E.R. 545.

[16] Powell [1997] 3 W.L.R. 959.

[17] F. MANTOVANI, Diritto penale. Parte generale, IV ed., Padova, 2001, 550.

[18] S. ARDIZZONE, In tema di aspetto subiettivo del concorso di persone nel reato, in Riv. It. Dir Proc. Pen., 1995, 66, citato in M. RONCO – S. ARDIZZONE, Codice penale ipertestuale, sub art. 110, Torino, 2007, 654.

[19] G. FIANDACA – E. MUSCO, Diritto penale. Parte generale, Bologna, 2006, 469.

[20] Per alcune brevi considerazioni in tema di teoria generale del reato e della pena, in relazione al “concorso anomalo” di cui all’art. 116 c.p., si veda infra, § 4.

[21] F. MANTOVANI, op.cit., 561.

[22] Si veda, segnatamente, l’art. 8 dell’Accessories and Abettors Act 1861, come, da ultimo, novellato dal Criminal Law Act 1977.

[23] Chan Wing-Siu [1985] A.C. 168, P.C.; conformi, Hui Chi-Ming [1992] CLR 446; Wan and Chan [1995] CLR 296.

[24] Corte Costituzionale, 31 maggio 1965, n. 42.

[25] Cassazione Penale, Sez. I, 6 ottobre 1988, in Cass. Pen., 1989, XII.

[26] Cassazione Penale, Sez. I, 20 novembre 2000, n. 4399, in Cass. Pen., 2003, I, con nota di E. DI SALVO, Dolo eventuale e concorso anomalo.

[27] Cassazione Penale, Sez. I, 19 gennaio 1999, n. 3465, in Riv. it. dir. proc. pen., 2000, III, 1194, con nota di A. GULLO, La responsabilità del partecipe per il reato diverso da quello voluto, tra versari in re illicita e principio di colpevolezza.

[28] Si noti che anche nel caso English [1997] 4 All E.R. 545, affrontato dalla House of Lords inglese, i due concorrenti nel reato intendevano, secondo l’originario pactum sceleris, dare solamente una “lezione” al soggetto passivo, “lezione” poi sfociata in omicidio per mano di uno solo dei complici; sul punto, cfr. anche la nota n. 35, infra.

[29] Cassazione Penale, Sez. V, 25 ottobre 2002, n. 42861, in Diritto e Giustizia, 2003, VII, 65, con nota di DE CHIARA.

[30] In proposito, la Suprema Corte rinvia alle seguenti sentenze: Cass. Sez. 1, 17.03.99, n. 3465, Zumbo; Sez. 1, 25.05.1996, n.5188, Caccavo; Sez. 1, 28.03.95, n. 3381, Parolisi; Sez. 1, 11.07.94, n. 7751, Bilardo; Sez. 1, 03.08.93, n. 7576, Rho; Sez. 5, 12.02.92, n. 1488, Vizzini; Sez. 1, 14.03.90, n. 3617, Marino).

[31] Cfr. Cass. Sez. 1, 29.12.95, n. 12740, Fortebraccio; Sez. 1, 27.06.95, n. 7321, Ruzzone; Sez. 6, 10.11.94, n. 11352, De Nuccio; Sez. 1, 03.08.93, n. 7576, Rho; Sez. 1, 12.04.90, n. 5377, Saggiorato.

[32] In tema di “concorso anomalo” ex art. 116 c.p., si veda la citata sentenza Corte Costituzionale, 31 maggio 1965, n. 42, da leggere alla luce della storica Corte Costituzionale, 24 marzo 1988, n. 364 in tema di errore sulla legge penale e di elemento soggettivo nel reato; per alcuni profili gius-filosofici connessi a quest’ultima pronuncia in tema di ignoranza della legge penale (art. 5 c.p.), si veda F. GENTILE, Ordinamento giuridico, tra virtualità e realtà, Padova, 2005, 55-57 (in particolare, l’Autore afferma: “la portata della pronuncia della Corte si estende al di là della specifica, seppur fondamentale, tematica dell’errore in campo penale, promuovendo una sorta di rovesciamento del mito illuministico della “maestà della legge” ed escludendo che si possa dare prevalenza alla tutela dei beni giuridici (espressione questa con la quale viene indicato l’astratto dovere di conoscenza della legge) a scapito della libertà e della dignità della persona umana”.

[33] Peraltro, tralasciando le innumerevoli considerazioni critiche relative al concetto, di creazione giurisprudenziale, di “dolo eventuale”, non possono non evidenziarsi le conseguenze aberranti derivanti dall’applicazione di tale ossimorica forma di “dolo senza intenzione” al concorso nei reati di pura condotta. In tal caso, dovrebbe punirsi il coinquilino di un tossicodipendente che, accettando il rischio che l’amico detenga lo stupefacente in casa, “concorra” per ciò solo in tale detenzione criminosa!

[34] Bainbridge [1960] 1 Q.B. 129.

[35] Nel summenzionato caso English [1997] 4 All E.R. 545., per esempio, l’omonimo imputato ed un altro uomo, volendo “dare una lezione” ad un agente di polizia, lo avevano aggredito con delle mazze di legno con l’intenzione di causargli gravi lesioni personali; tuttavia, nella colluttazione, il complice aveva estratto inaspettatamente un coltello e colpito a morte il poliziotto. A seguito di impugnazione della condanna, la House of Lords dichiarò non colpevole English, in quanto non era stato provato che l’imputato conoscesse la presenza del coltello addosso all’autore.

[36] Cassazione Penale, Sez. V, 25 ottobre 2002, n. 42861, in Diritto e Giustizia, 2003, VII, 65 nota DE CHIARA.

[37] Anche recentemente, la Suprema Corte ha ribadito l’orientamento secondo il quale “la componente psichica del c.d. “concorso anomalo” – per il quale il concorrente di un reato ne risponde anche quando sia diverso da quello voluto, se l’evento è conseguenza della sua condotta – si colloca in un’area compresa tra la mancata previsione di uno sviluppo in effetti imprevedibile (situazione nella quale la responsabilità resta esclusa), e l’intervenuta rappresentazione dell’eventualità che il diverso evento potesse verificarsi, anche in termini di mera possibilità o scarsa probabilità (situazione nella quale si realizza un’ordinaria fattispecie concorsuale dolosa). La norma dell’art. 116 c.p. si applica dunque quanto l’imputato, pur non avendo previsto la commissione del diverso illecito da parte dei concorrenti, avrebbe potuto rappresentarsene l’eventualità se alla luce di tutte le circostanze del caso concreto, avesse fatto uso della dovuta diligenza (fattispecie concernente la responsabilità per concorso in una strage realizzata provocando il deragliamento di un treno mediante cariche esplosive, d’un soggetto che aveva genericamente concordato con i correi azioni dimostrative consistenti in attentati a mezzi di trasporto o ad elettrodotti. La Corte ha annullato la sentenza assolutoria del giudice di merito, fondata sulla carenza di prova che l’imputato avesse maturato una qualche “volizione, conoscenza, accettazione di una strage”)” (Cassazione Penale, Sez. VI, 13 gennaio 2005, n. 7388, in Cassazione Penale, 2006, VI, 2174).

Pages 1 2 3 4 5 6 7 8