Legami, con luci ed ombre: patriottismo repubblicano, patriottismo costituzionale e costituzione del patriottismo [1]
di Alberto Nones
United Arab Emirates University

13 E davvero, ad esempio, un impareggiabile sostenitore e propagatore del patriottismo repubblicano quale è stato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha non solo, come è naturale, espressamente mostrato amore per la Costituzione italiana, ma anche lodato espressamente la dottrina tedesca del patriottismo costituzionale, meritevole, per la sua caratura postnazionale, di superare, a livello internazionale e segnatamente europeo, un’idea di patriottismo dove i patriottismi sono ostili gli uni agli altri (v. ad esempio La Stampa, 8 aprile 2001; ho esaminato il patriottismo del Presidente Emerito Ciampi nella mia tesi di dottorato, Possible Patriotisms: Refracting the Political through Multiculturalism, Postnationalism, and Terrorism, PhD dissertation in International Studies, University of Trento, a.a. 2006-7, capitolo 8.
14 Con un po’ di malizia, si potrebbe persino insinuare che il patriottismo costituzionale non che è una variante del patriottismo repubblicano, o un patriottismo repubblicano in salsa tedesca, e questo anche se suoi sostenitori riescono a scrivere libri interi senza un solo riferimenti ad esponenti del repubblicanesimo (v. Müller, op. cit): interessante come l’esigenza di vantare un patriottismo autoctono ed esportabile nel resto del mondo—un patriottismo apparentemente diverso da quello “repubblicano”, avente radici italiane e prima ancora romane—sarebbe esigenza in qualche modo “patriottica” (ma patriottica in senso repubblicano e addirittura nazionalistico, di orgoglio e perfino vanagloria nazionale, non certo “costituzionale”).
15 Se anche tale analisi dovesse rivelare che un numero cospicuo dei costituenti non facessero poi gran fatica a pronunciare la parola “patria”, significativo tuttavia rimarrebbe per l’appunto che parco sia l’uso della parola nel testo costituzionale definitivo da loro suggellato. Argomento ancora diverso sarebbe discutere se un effetto abbiano poi avuto i cosiddetti “tecnici” anche sulla scelta dei termini in questione per tale redazione linguistica finale.
16 Seguendo l’insegnamento fregeano della possibile divaricazione tra Sinn e Bedeutung.
17 Come a dire che “repubblica” è concetto della cosa pubblica, in generale, su cui si fonda il repubblicanesimo, una teoria generale della politica, mentre si parla di “patria” quando il singolo è chiamato a difendere la sua repubblica.
18 Carl Schmitt, Der Begriff des Politischen : Text von 1932 mit einem Vorwort und drei Corollarien, Duncker & Humblot, 1963.
19 George Kateb, “Is Patriotism a Mistake?”, Social Research 67, Winter 2000, e Patriotism and other mistakes, Yale University Press, 2006.
20 Alberto Nones, Possible Patriotisms: Refracting the Political through Multiculturalism, Postnationalism, and Terrorism, PhD dissertation in International Studies, University of Trento, a.a. 2006-7; “‘Tribes’, Nations and Multicultural States: Toward a Conception of Welcoming Patriotisms”, in Perspectives: The Central European Review of International Affairs, 06/2008; “Terrorism, Terrorists, and the Terroristic: Toward a Conception of Reassuring Patriotisms”, in Global Understanding in an Age of Terrorism, University of Lagos Press, 2008.
21 Mi sono soffermato più diffusamente su questo punto, oltre che nella mia tesi di dottorato, in Alberto Nones, “A conceptualisation of the political for contemporary Europe”, in Alistair Ross (a cura di), Citizenship Education: Europe and the World, CiCe Thematic Network Project, Institute of Policy Studies in Education, London Metropolitan University, 2006.
22 Interessante notare qui però come la postmodernità e il suo multiculturalismo, o, in senso meno intellettualistico, semplicemente la grande mobilità fisica che sempre di più caratterizza alcuni gruppi di soggetti, le lingue, culture, storie comunicate—e invero le madrepatrie in gioco—possono essere plurime, ciò che apre tutta una serie di problematiche che non sono oggetto di questo saggio.
23 E la metafora qui, evidentemente, ha portata ben maggiore rispetto all’uso che ne fa chi parla di patriottismo come fonte sia di “civic trust” sia di “civic empowerment” (Müller, op.cit., pp. 48-9).
24 Come visto, le differenze sono in qualche caso di lana caprina, e in particolare il patriottismo costituzionale sembra spesso compiere acrobazie per distinguersi in modo davvero significativo dal più antico, e più articolato, patriottismo repubblicano, che a tutt’oggi rappresenta la migliore teoria normativa—cioè per forza non esaustiva—del fenomeno patriottismo. Il patriottismo costituzionale, semmai, rappresenta una nobile variante, una specie, rispetto al genere patriottismo repubblicano.
25 E forse non lo fa perché nel contesto tedesco in cui si origina, per il retaggio storico degli effetti dell’affetto patriottico nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, non lo può fare; così come adombrato è necessariamente il riferimento al patriottismo, o ad una continuità di patriottismo, dopo l’8 settembre 1943 in Italia—la tesi della morte della patria (v. Ernesto Galli Della Loggia, La morte della patria. La crisi dell’idea di nazione tra Resistenza, antifascismo e Repubblica, Laterza, 1996)—a causa del retaggio fascista e della catastrofe nazionale al fascismo seguita.
26 Müller, op. cit., pp. 60-67.
27 La magnitudo del fenomeno conosce fasi diverse, e senza dubbio anche in maniera del tutto indipendente rispetto alla teoria. Vi sono fasi in cui tanto più è forte, il patriottismo, quanto meno è determinato: perché le dinamiche storiche così vogliono (e non parlo necessariamente dei momenti più eclatanti, come la difesa, ad esempio, da un attacco esterno). In altre fasi, ne devo convenire, nessuno sforzo teorico e retorico potrà rianimare una popolazione inamovibilmente sorda ai richiami della patria. Tuttavia, il presupposto di questo saggio, come di qualsiasi saggio di teoria politica, è che la teoria e la retorica possano agire e interagire, come un lubrificante, spesso con tempi lunghi, sugli ingranaggi della storia.
28 George Kateb, “Is Patriotism a Mistake?”, Social Research 67, Winter 2000.
29 George Kateb, “On Patriotism”, lead essay su Cato Unbound, 10 marzo 2008, http://www.cato-unbound.org/2008/03/10/george-kateb/on-patriotism/print/.
30 Chi ha giustamente parlato di una “vacuum theory of patriotism” (Müller, op. cit.) l’ha fatto però anche nel vacuum di una riflessione sulla natura sentimentale del patriottismo (e, prima, delle persone).

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Bibliografia

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– Habermas, Jürgen, Faktizität und Geltung: Beiträge zur Diskurstheorie des Rechts und des demokratischen Rechtsstaats, Suhrkamp, 1992
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– Kateb, George, “Is Patriotism a Mistake?”, Social Research 67, Winter 2000
– Kateb, George, Patriotism and other mistakes, Yale University Press, 2006
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