Il concetto di “persona” nella legge “Sulla Privacy”.
di Federico Costantini

[114] Occorre considerare che “… la disciplina sui dati personali si iscrive nel quadro delle garanzie riservate alle persone (fisiche o aggregate) dettate dalla costituzione e dal diritto comunitario… ” Così G. ALPA, Aspetti della disciplina sui dati personali riguardanti gli enti e l’attività economica, in “Riv. Trim. Dir. e Proc. Civ.”, anno LII, (1998), n. 3, p. 720. Art.8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, contestuale al Trattato di Nizza, 7/8 dicembre 2000: ”Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la rettifica. Il rispetto di tali regole è soggetto al controllo di un’autorità indipendente.” Notiamo come apparentemente, dalle espressioni letterali utilizzate, l’ordinamento italiano tuteli maggiormente la “persona”, infatti la Direttiva 46/95 utilizza l’espressione “ le libertà e i diritti fondamentali”, mentre la legge 675/1996 si riferisce a “diritti, delle libertà fondamentali, e dignità”.

[115] Sul c.d. ”atomismo” derivante da una concezione formalistica delle azioni dell’uomo, cfr.: N. IRTI, Due saggi sul dovere giuridico (obbligo – onere), cit., p.40.

[116] e si sentono talvolta, gli influssi delle più recenti teorie statunitensi, cfr.: G. MINDA, Teorie postmoderne del diritto, Milano 2001.

[117] cfr.: Relazione del Garante per la Protezione dei dati personali.

[118] G. ALPA. La normativa sui dati personali. Modelli di lettura e problemi esegetici, cit., p.705.

[119] Persona e Diritto, atti del Convegno interdisciplinare internazionale a Udine, a cura di DANILO CASTELLANO, Udine 1988.

[120] “… la tecnica non indica, né vuole, né può indicare un vero fine: tutto ciò che essa porta, non può essere scopo che a se stesso, ma soltanto grado e mezzo per raggiungere qualcos’altro… e la tecnica non può determinare in che cosa quest’altro consista.” M. GENTILE, Umanesimo e tecnica, Milano 1943, p. 175.